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Capitolo  Ventisei. Societ, cultura e politica dalla met del  secolo
agli anni Settanta.


Paragrafo 1 . Crescita e mobilit della popolazione.

     
L'espansione  economica  fu accompagnata da importanti  mutamenti  dei
sistemi  demografici, relativi sia alla quantit  di  popolazione  che
alla sua distribuzione sul territorio.
     Tra  il 1850 e il 1870 la crescita demografica prosegu in Europa
e  in  America settentrionale, mentre andava ovunque imponendosi  quel
regime che, caratterizzato da bassa mortalit ed elevata natalit, era
stato  tipico delle aree economicamente pi avanzate nella prima  met
del secolo.
     Per  quanto riguarda la distribuzione sul territorio si  verific
una  intensa  mobilit,  contraddistinta da  massicci  spostamenti  di
popolazione  dalle campagne alle citt all'interno dei  singoli  paesi
europei,   da   emigrazioni  temporanee  o  permanenti   dagli   stati
economicamente arretrati a quelli pi avanzati e verso l'America.
     La  spinta  all'emigrazione  era dovuta  al  peggioramento  delle
condizioni  di  vita e di lavoro, a sua volta originato da  molteplici
cause:  l'aumento demografico; le persecuzioni politiche o  religiose;
le  carestie come quelle che si verificarono verso la met del secolo;
la  trasformazione capitalistica dell'agricoltura e la meccanizzazione
delle attivit produttive, che provocavano una continua crescita della
disoccupazione; l'impoverimento dei contadini a causa della caduta dei
prezzi   dei   prodotti  agricoli,  determinata   dall'aumento   della
produzione e dalla diffusione sul mercato europeo, a prezzi fortemente
concorrenziali,  dei  cereali provenienti dagli Stati  Uniti  e  dalla
Russia.
     Meta  dell'emigrazione  erano le aree pi sviluppate  dell'Europa
centro-settentrionale e gli Stati Uniti d'America.  Questi  ultimi  in
particolare,  data  la  vastit  del  territorio,  la  non  abbondante
popolazione e il continuo sviluppo
     
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     delle    industrie,   dell'edilizia   e   delle   infrastrutture,
esercitavano una potente attrazione.
     Sino   agli  anni  Quaranta  gli  spostamenti  non  furono  molto
consistenti: non pi di 200.000 europei lasciarono il continente.  Tra
il  1848  e  il  1853  le  partenze aumentarono  progressivamente,  in
conseguenza   dei  fatti  rivoluzionari  del  1848,  che  provocarono,
specialmente  in Germania, un esodo di tipo politico,  e  della  crisi
economica,  che  colp  in  modo particolare  l'Irlanda:  dei  quattro
milioni  di immigrati giunti negli Stati Uniti d'America dal  1840  al
1860, pi della met erano irlandesi. Passati gli effetti della crisi,
l'emigrazione  cal, per riprendere a salire, anche se  lentamente,  a
partire dagli anni Sessanta.
